Foto: Umbowiki, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Chiesa di Santa Maria Maddalena
Ricostruita nel 1520 da Giuliano Capranica: il cupolino con il loggiato di sette arcate, attribuito a Bramante, è il simbolo del paese. Campanile quattrocentesco, acquasantiera «di Michelangelo».
L'elemento unico è la cupola a doppia calotta con un loggiato esterno di sette arcate, in cui si passa camminando: attribuita a Bramante, ispirata al Ninfeo di Genazzano ed eseguita da Domenico Massimo, è considerata uno degli esempi più pregevoli dell'architettura romana del Cinquecento.
Dentro: la «Gloria di Santa Maria Maddalena» sulla volta (Strigelli e Anellini, 1750), un'acquasantiera attribuita a Michelangelo, l'affresco tardo-quattrocentesco dei santi Terenziano, Rocco e Sebastiano del Pastura, allievo del Pinturicchio, e un «Sant'Antonio tra i santi Rocco e Sebastiano» che la tradizione assegna al giovane Michelangelo.
Com'era qui
scorri le epocheDai vicoli a sud della chiesa, con il cupolino e il loggiato in alto
La chiesa del campanile
Una chiesa più piccola, con il campanile a tre ordini che vedi ancora oggi. Il paese è un castello dei Colonna, chiuso nelle mura; papa Martino V, morto nel 1431, era uno di loro.
Giuliano Capranica ricostruisce
Cantiere aperto: la famiglia Capranica rifà la chiesa e alza il cupolino con il loggiato, su un disegno che il paese attribuisce a Bramante. Sul portale, lo stemma della famiglia.
La volta barocca
I Barberini sono i padroni da un secolo. Strigelli e Anellini dipingono sulla volta la gloria della Maddalena.
Immagine: Umbowiki, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
La parrocchiale
Il cupolino e il campanile sopra i tetti di pietra bianca.