Foto: Museo diffuso Castel San Pietro Romano, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Rocca dei Colonna
La fortezza dei Colonna sull'acropoli di Praeneste: distrutta due volte dai papi, ricostruita nel 1482, prigione di Corradino di Svevia e di Jacopone da Todi. Ingresso libero, vista a 360 gradi.
Nel 1298 Bonifacio VIII, in guerra con i Colonna, rase al suolo Palestrina e la rocca; nel 1436-37 toccò al cardinale Vitelleschi, per conto di Eugenio IV. Fu Stefano Colonna a ricostruirla nel 1482, come ricorda l'iscrizione sulla torretta: «magnificus dominus Stephanus Columna reaedificavit civitatem cum monte et arce MCDLXXXII».
Con il passaggio ai Barberini nel 1630 perse ogni funzione militare e divenne deposito di viveri e luogo di assemblea della comunità. Dal 1994 è del Comune, restaurata nei primi anni Duemila: oggi ospita eventi e, a Natale, il presepe artistico con figure a grandezza naturale.
Com'era qui
scorri le epocheDal piazzale sotto la torre cilindrica, con la valle sullo sfondo
L'acropoli di Praeneste
Sei sull'Arx, la rocca dell'antica Praeneste. Le mura in grandi blocchi di calcare, incastrati a secco, corrono per chilometri fino alla città bassa. Quassù sorge un tempio di Giove.
Il papa rade al suolo la rocca
Bonifacio VIII è in guerra con i Colonna. Palestrina e la rocca vengono distrutte, i Colonna dispersi. Nella torre-prigione, quello stesso anno, è rinchiuso il frate poeta Jacopone da Todi.
Stefano Colonna ricostruisce
Dopo la seconda distruzione, del 1436-37, Stefano Colonna rialza mura, torri e borgo. Sulla torretta fa incidere la data: MCDLXXXII.
Il granaio dei Barberini
Il feudo è dei Barberini dal 1630. La rocca non serve più a nessuna guerra: dentro si conservano grano e viveri della comunità, e qui si riunisce il consiglio del paese.
Immagine: Museo diffuso Castel San Pietro Romano, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
La rocca del Comune
Restaurata, aperta a tutti. A Natale il presepe, d'estate concerti e teatro. Dalle mura la vista arriva a Roma e, nelle giornate limpide, al mare.