Chiesa di San Nicola Vescovo
La parrocchiale settecentesca: dentro, una tela di Domenico Corvi dipinta apposta per il paese, che si riconosce sullo sfondo del quadro.
Sull'altare maggiore c'è il pezzo più prezioso: una grande tela firmata da Domenico Corvi e datata 1795, che raffigura san Nicola mentre riceve il pallio dalla Vergine. Fu dipinta espressamente per questa chiesa, e in fondo al quadro il pittore ha ritratto Rocca di Cave: il paese si riconosce, arroccato sulla sua rupe.
Dal 1872 la chiesa custodisce anche il corpo di santa Eufrosina, e vi si conserva il busto di sant'Egidio abate, patrono del paese. Ogni febbraio qui si celebra la messa di ringraziamento per lo scampato eccidio del 1944.
Com'era qui
scorri le epocheSi apre il cantiere
Il 14 settembre 1752 si mette mano alla nuova parrocchiale, su progetto dell'architetto Carlo Antonini. Ci vorranno diciassette anni: la benedizione arriva il 25 giugno 1769, la consacrazione nel 1777.
Il giorno in cui il paese si salvò
Il 7 febbraio i tedeschi radunano gli uomini per fucilarli: rappresaglia per un'imboscata, dieci italiani per ogni soldato ucciso. Don Guido Croce accoglie donne e bambini in chiesa. L'esecuzione viene sospesa all'improvviso e l'assedio tolto. Da allora, ogni febbraio, qui si canta una messa di ringraziamento.
«S. Nicola da Bari»
Una delle foto più antiche della chiesa. La facciata è in pietra grezza, il portale ha la sua cornice chiara, e davanti alla scalinata sostano le prime automobili del dopoguerra. La piazza è ancora battuta, senza pavimentazione.
La chiesa in pietra viva
La cartolina dice «Rocca di Cave (Roma) m. 1000 s. m. - Piazza e Chiesa di S. Nicola». La facciata è ancora in pietra a vista, senza intonaco, come fu costruita nel Settecento. La piazza non è lastricata, e le automobili parcheggiate davanti alla scalinata datano lo scatto: siamo negli anni Sessanta.
La nevicata
Piazza San Nicola sotto la neve, con i bambini che ci giocano e le utilitarie parcheggiate di traverso. La facciata è sempre quella in pietra a vista, ma la piazza ora è asfaltata, e sono comparsi i lampioni e gli alberi.
Immagine: http://paesi.altervista.org/?p=130817
La facciata gialla
La trasformazione: la pietra a vista sparisce sotto l'intonaco, dipinto a fasce gialle e bianche, e sul timpano compare l'orologio. Sotto, il bar della piazza con le sedie fuori. Per chi era abituato alla facciata scura, il paese cambiò faccia in una stagione.
La chiesa oggi
Il giallo è stato sostituito da una tinta chiara e uniforme, le lesene sono tornate a rilievo, e l'orologio è rimasto al suo posto sul timpano. La piazza è lastricata, con la panchina e i cartelli che indicano il centro storico e il museo.