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La salita al castello

Da piazza Eugenio Maggi alla rocca, per via Piave e via della Torre: archi, scalette e pietre piene di fossili.

È il tracciato con cui si sale alla rocca, e non è cambiato molto in otto secoli: da piazza Eugenio Maggi si prende via Piave, si passa sotto gli archi e per le scalette tra le case in pietra, si sbuca in Piazza della Torre e si arriva in via della Torre, davanti al portone del museo.

Vale la pena fermarsi a guardare i gradini e i muri da vicino: nella pietra calcarea si vedono le sezioni delle rudiste, tagliate dallo scalpellino. Il paese è costruito, letteralmente, con la barriera corallina su cui poggia.

Com'era qui

scorri le epoche

Dall'inizio della salita, guardando in su verso l'arco

100 milioni di anni fa1920Oggi
100 milioni di anni fa

La pietra dei gradini

I gradini che stai salendo non sono pietra qualunque. Cento milioni di anni fa qui c'era un mare caldo e poco profondo, come oggi le Bahamas, e una scogliera costruita da rudiste: molluschi a forma di cono, alti fino a un metro. Gli scalpellini hanno tagliato quel calcare per farne scalini e architravi, e nelle sezioni lucidate dai passi si vedono ancora i coni dei gusci, uno accanto all'altro.

1920

Muli, cesti e pietra

La via è lastricata da poco. Passano i muli con la legna e le ceste di castagne. Le donne portano l'acqua dalla fontana in piazza: l'acquedotto arriverà negli anni Cinquanta.

Oggi

La salita al castello

La stessa via, gli stessi gradini di calcare a rudiste.