Foto: rgiannotti1, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Piazza Garibaldi e il Palazzo comunale
Il cuore del borgo antico: da una parte la facciata bianca di Santo Stefano, dall'altra il Comune nell'ex convento degli Agostiniani, con un orologio che ha sei ore invece di dodici.
Sulla facciata c'è un orologio con un quadrante di sei ore, da I a VI in numeri romani: segna il tempo all'italiana, il modo di contare le ore che si usava prima di quello alla francese.
A pochi passi da qui, nel settembre del 1557, si firmò la pace che chiuse la guerra tra papa Paolo IV e il re di Spagna. Ogni anno la rievocazione storica comincia proprio in questa piazza, con la lettura del trattato. E a fine ottobre, con la Sagra della Castagna, qui si montano gli stand. Sotto il palazzo, nelle sale del Quattrocento, c'è il Presepe monumentale di Lorenzo Ferri.
Com'era qui
scorri le epocheDal centro della piazza, con la facciata di Santo Stefano e l'orologio nell'inquadratura
Il convento entra nelle mura
Martino V, il papa Colonna che è anche signore di Cave, permette agli Agostiniani di costruire dentro le mura la nuova chiesa di Santo Stefano. Mascia Annibaldi, sua cognata, dona il suo palazzo: diventerà il convento. La vecchia chiesa in campagna viene smontata e usata come cava di pietre.
Immagine: Oldradi, Angelo degli, Public domain, via Wikimedia Commons
La pace si firma a due passi da qui
È settembre. A pochi metri da questa piazza, a Palazzo Leoncelli, nella strada che oggi si chiama via della Pace, il duca d'Alba per il re di Spagna Filippo II e il cardinale Carlo Carafa per suo zio, papa Paolo IV, chiudono la guerra che ha messo a ferro e fuoco la Campagna romana. A Roma si stampano gli avvisi per annunciarla.
Partono gli ultimi frati
Dopo più di cinque secoli gli Agostiniani lasciano Santo Stefano. Il convento resta, con le sue sale del Quattrocento.
Immagine: rgiannotti1, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
La piazza del Comune
L'orologio a sei ore, la facciata bianca della chiesa, il municipio nel convento. A settembre qui si rilegge la pace; a ottobre si mangiano le castagne.