Chiesa e convento di San Carlo Borromeo
La chiesa che i francescani hanno tenuto per 449 anni: volta affrescata a fine Seicento, due colonne tortili antiche e il chiostro. La sera del Venerdì Santo la processione esce da qui.
Dentro, la volta della navata, la cupola e l'abside sono di Angelo Aleri, un pittore romano che ci lavorò dal 1681 al 1699: in alto San Francesco appare ai frati su un carro di fuoco, nell'abside c'è la Gloria di San Carlo. Il coro di legno è del veneziano Giacomo Maschio (1688). Ai lati dell'altare due colonne tortili del III-IV secolo, che la tradizione lega ai Colonna. La cappella di San Giuseppe da Copertino la dipinse nel 1753 Lorenzo Gramiccia, un pittore nato a Cave; c'è anche un crocifisso di legno spagnolo-napoletano del Cinquecento, il più bello del paese.
La chiesa fu danneggiata dalle bombe nel 1944 e dal terremoto del 2009. Nel 2016, dopo 449 anni, i francescani hanno lasciato Cave. La sera del Venerdì Santo il Cristo morto e l'Addolorata escono da qui per il corteo storico; a giugno, nel chiostro, si assegna il premio letterario Caffè Corretto.
Com'era qui
scorri le epocheDa piazza Marconi, con la facciata e la scalinata
La prima pietra
Il 22 febbraio i frati piantano la croce sulle rovine della chiesetta dei Santi Sebastiano e Rocco, sul colle dell'Aquila. Sarà San Francesco, e anche San Carlo.
La chiesa è aperta
La facciata ha già le statue di San Francesco e di San Carlo. L'iscrizione ricorda l'inaugurazione.
Il cielo dipinto
A settembre Angelo Aleri finisce l'abside: diciotto anni dopo aver cominciato la volta.
Le bombe
La guerra colpisce la chiesa. A novembre cominciano i restauri.
Partono i frati
Dopo 449 anni i francescani lasciano Cave. La parrocchia passa ai preti della diocesi.
La chiesa del Venerdì Santo
Da qui esce ogni anno la processione con il Cristo morto e l'Addolorata.