I conti dell'Anguillara
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Il castello compare nei documenti intorno all'anno Mille: un atto tradizionalmente datato 1019, sui diritti di pesca nel lago, parla già di un abitato fortificato. Dal castello prende il nome la famiglia che lo tiene per secoli, i conti dell'Anguillara, una casata della nobiltà baronale romana. Il loro simbolo sono due anguille: le stesse che oggi versano l'acqua nella fontana di piazza del Comune.
Nel 1191 la famiglia ospitò l'imperatore Enrico VI, con tutto il suo seguito, mentre andava a Roma a farsi incoronare. Il più famoso dei conti fu Everso, abile uomo d'armi, che arrivò a controllare buona parte del Lazio a nord di Roma, da Cerveteri a Vetralla, da Caprarola a Nepi. Il castello di Anguillara, che spettava ai nipoti, se lo prese nel 1460.
Everso morì nel 1464, e poco dopo la famiglia perse quasi tutto: papa Paolo II fece scomunicare e chiudere in Castel Sant'Angelo il figlio Francesco, e i feudi tornarono alla Chiesa. È lo stesso papa che nel 1468 autorizzò i frati a costruire il convento accanto alla chiesa di San Francesco, che già allora aveva due secoli.